Milano

In visita a Casa Manzoni: nel cuore culturale della Milano risorgimentale

Ci sono luoghi capaci di conservare intatta l’atmosfera di un’epoca. Nel centro di Milano, a pochi passi dal Teatro alla Scala, si trova una dimora storica che non rappresenta solo un pezzo di architettura cittadina, ma il vero e proprio laboratorio creativo della lingua italiana moderna. Parliamo di Casa Manzoni, l’edificio situato in via Morone 1, affacciato sulla splendida Piazza Belgioioso, dove Alessandro Manzoni visse dal 1813 (dopo il matrimonio con Enrichetta Blondel) fino alla sua scomparsa nel 1873.

Oggi la struttura ospita un museo profondamente rinnovato nel 2015 sotto la supervisione del professor Fernando Mazzocca, con un allestimento curato da Michele De Lucchi. Il percorso espositivo si snoda attraverso dieci sezioni tematiche, capaci di approfondire la vita privata, le relazioni culturali e i capolavori dello scrittore.


L’architettura e l’arrivo nel cuore di Milano

Piazza Belgioioso accoglie il visitatore con l’elegante facciata del palazzo, acquistato all’epoca da Manzoni per la cifra di 107.000 lire. L’edificio si distingue per i suoi ricchi dettagli in cotto lombardo che ornano i profili delle finestre e del portale principale, un elemento decorativo tipico della tradizione architettonica locale e sapientemente valorizzato dai restauri eseguiti nel corso del tempo.

La scelta di questa specifica dimora non fu casuale. La sua collocazione centrale la poneva a brevissima distanza dalle abitazioni degli amici e intellettuali più cari allo scrittore: Federico Confalonieri e Silvio Pellico in via Monte di Pietà, Carlo Porta e i fratelli Verri in via Monte Napoleone, Vincenzo Monti in via Brera. Inoltre, a pochi passi si trovavano i principali centri della vita culturale milanese, come la Biblioteca Ambrosiana, la Braidense e il Gabinetto Numismatico.

Superato il portone di ingresso, si accede al cortile interno, un tipico spazio d’onore milanese che funge da atrio silenzioso, isolando la struttura dal movimento delle strade esterne e conducendo il visitatore verso lo scalone principale e le stanze del piano superiore.


Lo studio e la biblioteca personale

Il cuore pulsante del piano terra è rappresentato dallo studio di Alessandro Manzoni, una delle due stanze dell’intero palazzo che conserva ancora oggi la totalità degli arredi e dei mobili originali, riportati al loro antico splendore grazie anche al sostegno di Banca Intesa Sanpaolo. È tra queste mura, seduto a questa scrivania, che lo scrittore diede forma alla stesura definitiva del suo romanzo-capolavoro, I Promessi Sposi.

Nello studio si trova anche la biblioteca personale dello scrittore. Attualmente, l’intero edificio ospita una raccolta di circa 38.000 volumi gestita dal Centro Studi Manzoniani (attivo nel palazzo dal 1937); il nucleo storico è composto dai testi appartenuti a Manzoni stesso e all’opera omnia delle sue pubblicazioni, arricchito nel tempo da importanti donazioni come la biblioteca di Stefano Stampa e i fondi Treccani, Viganò e Arieti. Tra i pezzi più preziosi esposti si possono osservare diversi manoscritti autografi, che testimoniano le continue correzioni e la complessa evoluzione linguistica della sua opera.


Gli affetti, la famiglia e i legami culturali

Il percorso museale dedica ampio spazio alla dimensione intima dello scrittore. In una delle sale è esposto un quadro che raccoglie i ritratti della numerosa famiglia Manzoni in una complessa struttura ad albero genealogico. Questa sezione permette di approfondire la figura della prima moglie, Enrichetta Blondel, e i destini dei figli, segnati purtroppo da frequenti lutti familiari.

I legami familiari di Manzoni affondano le radici nell’Illuminismo italiano: all’interno del percorso è presente la statua dedicata a Cesare Beccaria, celebre autore del trattato Dei delitti e delle pene e nonno materno dello scrittore, figura che esercitò una profonda influenza sulla sua formazione morale e intellettuale.

Accanto alla famiglia, emergono i rapporti di profonda amicizia e collaborazione artistica. Tra questi spicca il ritratto di Tommaso Grossi, poeta e scrittore che con Manzoni condivise non solo l’adesione al Romanticismo, ma anche una lunga convivenza all’interno del palazzo di via Morone per oltre quindici anni, diventando una presenza fondamentale nella quotidianità e nel lavoro della famiglia.


La camera da letto e gli ultimi anni

Salendo alle stanze del piano superiore, si attraversa la porzione di casa storicamente riservata alla vita quotidiana e privata del nucleo familiare. Il percorso si conclude idealmente davanti alla camera da letto di Alessandro Manzoni, la seconda stanza dell’edificio rimasta esattamente nello stato in cui si trovava al momento della sua scomparsa.

Un ritratto in tarda età ci mostra il volto dello scrittore nei suoi ultimi anni. Manzoni visse una vita eccezionalmente lunga se rapportata alla media dell’Ottocento, spegnendosi all’età di 88 anni il 22 maggio 1873. La morte sopraggiunse in seguito alle complicazioni di una caduta avvenuta qualche tempo prima sulla scalinata della vicina Chiesa di San Fedele, luogo che frequentava regolarmente per la preghiera. La stanza conserva il letto originale, i cimeli personali e i mobili dell’epoca, offrendo un ritratto sobrio e raccolto degli ultimi istanti del letterato.


Informazioni utili per la visita

Il Museo Manzoniano è visitabile su prenotazione ed è gestito dal Centro Studi Manzoniani. La visita guidata ha un costo accessibile di soli 8 € ed è il modo migliore per apprezzare appieno i dettagli storici e scientifici del nuovo allestimento. Per tutte le informazioni aggiornate sugli orari e per effettuare la prenotazione obbligatoria, è possibile consultare il sito ufficiale della struttura all’indirizzo www.casadelmanzoni.it.

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