Incendio ex-Rotamfer: si indaga per incendio doloso

Immagine VV.FF.

La procura indaga sull’ennesimo incendio verificatosi nell’impianto di gestione di rifiuti.

La procura di Milano ha deciso di vederci chiaro sull’incendio verificatosi il 26 luglio scorso presso l’impianto della Rottami Metallici Italia. Il pm Silvia Bonardi, ha aperto un fascicolo per incendio doloso a carico di ignoti, e ha nominato un esperto, l’ingegner Massimo Bardazza,  per una consulenza che individui la dinamica dei fatti e le cause che hanno fatto divampate le fiamme.

La RMI SpA, che ha un altro impianto anche a Castelnuovo del Garda, fa parte di una ATI (Associazione Temporanea di Impresa) insieme alla Rotamfer e si occupa presso l’impianto di Lainate della produzione di un rifiuto denominato «fluff», costituito dalla parte non metallica dei rottami di auto, e contenente principalmente gomme, gommapiuma, plastiche, tessuti. Nel corso degli anni l’impianto è stato già oggetto di diversi incendi, l’ultimo poco meno di un anno fa il 26 agosto 2016. Nel 2011 si sono verificati ben tre incendi nell’arco di quattro mesi.

Non solo incendi nella gestione della rottamazione

La gestione dei rifiuti industriali derivanti dalla rottamazione di auto nell’area è stata in passato già oggetto di indagini da parte degli inquirenti. Nell’ottobre 2007 infatti partì l’operazione  «Money fluff», maxi operazione operata dal corpo forestale dello stato che ha visto coinvolta come fulcro dell’indagine l’azienda di recupero rifiuti Rotamfer oltre ad alcuni dipendenti e dirigenti dell’Arpav di Verona (l’agenzia regionale protezione ambiente veneto). In pratica la ditta di recupero rifiuti con sede a Castelnuovo del Garda e Arese, effettuava la gestione abusiva sulle due sedi di ingenti quantitativi di rifiuti anche di natura pericolosa. Rifiuti poi smaltiti nella discarica di Ca’ di Capri (Verona), che avrebbe dovuto essere dedicata a rifiuti non pericolosi e non tossici, come se fosse normale fluff innocuo.

Nel 2008 si registra anche la vicenda giudiziaria GreenFluff. GreenFluff è società nata nel 2008, in un capannone adiacente all’impianto di frantumazione RMI,  proprio con l’obiettivo di creare un impianto industriale per la selezione e recupero di materie prime quali metalli e plastiche dal rifiuto car-fluff, da reintrodurre nelle filiere produttive dell’ industria automobilistica, elettrica, elettronica, e degli elettrodomestici. I vertici della società sono stati indagati per  truffa aggravata di 4,9 milioni di euro ai danni dell’Unione Europea e dello Stato; La GreenFluff avrebbe infatti ricevuto un finanziamento da 3 milioni e 400 mila euro, oltre ad altri 506 mila euro da fondi europei, per costruire l’impianto industriale. La società pare non abbia mai  realizzato il progetto ed il relativo impianto non abbia mai avuto le caratteristiche idonee allo sviluppo dell’attività. Secondo gli investigatori, infatti,  i macchinari ad impatto zero non sono mai esistiti e le società tedesche indicate come fornitrici della tecnologia esistevano solo sulla carta.

Nel maggio 2012, dopo alcuni incendi, è stato sequestrato il capannone della Greenfluff da parte dell’autorità giudiziaria. Nel 2013 Diego Giancristofaro, titolare della società, fu arrestato con l’accusa di due truffe aggravate per 4,9 milioni di euro ai danni dell’Unione Europea e dello Stato; Nel 2014 Giancristofaro è stato rinviato a giudizio e nel 2015 ha patteggiato un anno, 10 mesi e 10 giorni di reclusione. Della vicenda sono rimaste vittime anche 15 operai della Greenfluff, creditori di molti stipendi e altre spettanze arretrate, si tratta di 15 ex-operai Alfa Romeo licenziati dalla FIAT alla chiusura dello stabilimento.

Anche la citata discarica di Cà di Capri a Lugagnano è al centro di un procedimento giuridico amministrativo di fronte al TAR che vede opposti la un lato Regione Veneto, Rotamfer s.r.l. e Rottami Metalli Italia-R.M.I. s.r.l.  e dall’altro  Legambiente e alcuni cittadini di Lugagnano. Per ora la la discarica non può riaprire, in attesa di un possibile ricorso avanti il Consiglio di Stato della Regione e di Rotamfer.

Una serie di vicende intricate che si intrecciano con tematiche di tutela ambientale, salute dei cittadini, riqualificazione dell’area industriale ex-Alfa Rome a tutela del lavoro.

 

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