Storie di Mobilità Metropolitana – 3 puntata – Bicicletta

 Pista Ciclabile

In questa terza puntata delle “Storie di Mobilità Metropolitana” il mezzo di trasporto utilizzato è la bicicletta.

 Prima di raccontarvi la mia esperienza vi riporto alcuni dati sulla mobilità urbana a Milano che ci devono far riflettere. A Milano infatti più del 50% degli spostamenti giornalieri non supera i 5 km, un percorso in cui le due ruote battono sul tempo gli altri mezzi di trasporto in città. Nella prova su strada, da via Vigevano alla stazione Porta Garibaldi, il mezzo più ecologico ed economico ha realizzato il tempo migliore: 11 minuti. Al secondo posto si è classificato lo scooter seguito da metropolitana e taxi. Ultima arrivata l’auto privata con ben 30 minuti. Tempi comunque resi più rapidi dall’istituzione di Area C che ha ridotto la quantità di traffico (fonte Bike to Work Milano).

Per questo l’invito è a utilizzare la bicicletta per spostamenti fino ai 5 km.

Bicicletta Ciclabile Cerchiate
Ciclabile tra Via Ghisolfa e Rho e Cerchiate lungo il tracciato dell’alta velocità

Torniamo ora al percorso, Barbaiana – Lampugnano, benché più lungo di 5 km proviamo comunque a verificare ed analizzare la mobilità in bicicletta nel percorso casa-lavoro verso Milano. La prima cosa da fare, considerato l’attuale situazione della rete ciclabile nella Città Metropolitana di Milano, è quella di individuare un percorso che sia il più possibile in sicurezza. Il percorso che ho individuato lo trovate in dettaglio nella mappa riportata sotto.

Partendo dalla rotonda del Sempione a Barbaiana, uno dei punti più critici del percorso, si prosegue su Corso Europa nella pista ciclo-pedonale alberata che porta fino alla stazione dei vigili del Fuoco di Rho, da qui si procede in un percorso urbano passando per il centro fino al sottopasso della ferrovia sempre in Corso Europa, dove inizia il secondo tratto un po’ critico del percorso, quello su Via Ghisolfa con il passaggio dalla rotonda sull’uscita della tangenziale. All’altezza del canale scolmatore dell’Olona, inizia un percorso quasi interamente ciclabile con passaggio per il centri di Cerchiate e Pero. A Molino Dorino parte invece la ciclabile che collega direttamente fino a Lampugnano.

Un percorso alternativo, disponibile in seguito ai lavori svolti in occasione di Expo, è la ciclabile del Sempione a Pero con passaggio dalla Fiera per arrivare poi a Rho. Io tuttavia continuo a preferire il mio vecchio percorso in quanto distante delle arterie stradali più trafficate.

Ciclabile tra Cerchiate e Pero di fianco all'A4
Ciclabile tra Cerchiate e Pero di fianco all’A4
Ciclabile tra Molino Dorino e San Leonardo
Ciclabile tra Molino Dorino e San Leonardo

La distanza da percorrere è pari a 14 km, con un minimo di allenamento ed un andatura moderata, direi quasi da passeggio, la si può percorrere in circa 50 minuti. Benché si tratta di un percorso pianeggiante, l’andata verso Milano è in leggera discesa mentre il ritorno in salita, la differenza si riesce a percepire. Per quanto riguarda la bicicletta ho scelto una City Bike, rispetto alla Mountain Bike, ha le ruote più grandi e quindi un passo più fluido e una postura in sella più comoda. Fondamentale anche il portapacchi, per portare lo zaino con il cambio e tutto ciò che deve essere portato in ufficio. Fondamentali, secondo me, anche le borse laterali in cui è possibile tenere il necessario in caso di pioggia, una camera d’aria di scorta e gli attrezzi per la riparazione (fidatevi, se si usa la bici di frequente capita di bucare più di quanto si creda n.d.r.). La dotazione si completa con un caschetto, un paio di guantini da bici e un gilet fluo catarifrangente per essere visibili nel traffico.

Su un percorso così lungo, personalmente non riesco a utilizzare la bici durante tutto l’anno e tutti i giorni della settimana. La stagione ideale va da marzo / aprile ad ottobre. Mediamente riesco ad utilizzare la bici 2/3 giorni alla settimana.

Per quanto riguarda i costi c’è poco da dire, una volta effettuato l’acquisto della bici e dell’attrezzatura necessaria sarà pari a 0€. L’unico effetto collaterale, per così dire, è che avrete molto più appetito.

Tra gli effetti positivi abbiamo quindi:

  1. Riduzione delle emissioni di CO2 e altri inquinanti;
  2. Abbattimento dei costi della percorrenza casa-lavoro;
  3. Utilizzo del tempo di “commuting” casa-lavoro per fare attività fisica.

Vorrei chiudere il post con questa foto che vale più di mille parole. Nonostante il percorso sia in un’area fortemente urbanizzata, la cosiddetta mobilità dolce, a differenza dell’auto vi darà di tanto in tanto la possibilità di godere dello spettacolo della natura.

Papaveri Pero

A questo punto, possiamo aggiornare la tabella comparativa tra le diverse modalità di trasporto provate:

L’appuntamento è con la prossima storia di mobilità urbana.

Se avete perso le prime due puntate potete leggerle in questi post:

 

 

 

 

 

 

Un pensiero riguardo “Storie di Mobilità Metropolitana – 3 puntata – Bicicletta

  • 2 giugno 2016 in 16:13
    Permalink

    Come ho già avuto modo di evidenziare nelle sedi opportune, perseguendo una visione di mobilità sostenibile metropolitana, è necessario che le amministrazioni di Milano e dei comuni dell'hinterland lavorino insieme per investire sull'interconnessione intelligente delle reti ciclabili, invece di realizzare opere in "ordine sparso" come finora fatto. Poi bisognerebbe che le reti ciclabili fossero opportunamente valorizzate e pubblicizzate per farle conoscere al grande pubblico, sia come alternativa all'uso del mezzo di trasporto tradizionale (auto, moto, bus) per recarsi al lavoro sia come opportunità di sviluppo turistico del territorio

    Risposta

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