La ex-discarica di Gerenzano fa ancora paura, anche a Lainate.

L’allarme sullo stato della falda lanciato nell’incontro pubblico “Sorella Acqua” dai gruppi Gerenzano Democratica, Uboldo Civica, Origgio Democratica e Sinistra è di Lainate.

Discarica Gerenzano

Nella serata di giovedì 16 febbraio, presso lo Spazio Incontri Angle in via Cantù, è stato presentato uno studio indipendente sullo stato delle acque sotterrane a valle della ex-discarica di Gerenzano. Lo studio è il risultato dell’analisi dei dati ufficiali forniti da AMSA. Benché i dati siano incompleti sono tuttavia sufficienti a individuare i macro-fenomeni e le dinamiche che causano un inquinamento della falda perdurante nel tempo. Lo studio è stato inviato a Regione Lombardia, Provincia di Varese, Città Metropolitana di Milano, ARPA Varese, ATS Insubria, comuni di Gerenzano, Uboldo, Origgio, Lainate, Rescaldina, Cerro Maggiore e alla società A2A, che è anche la società gestrice del sito.

Sulla base dell’indagine i relatori ritengono di aver evidenziato i seguenti punti critici nell’attività di messa in sicurezza della discarica:

  • Non è possibile quantificare con precisione l’estensione e la concentrazione, ma esiste sicuramente un pennacchio di inquinamento a valle della discarica di Gerenzano da questa causato;
  • Anche se non esistono rischi immediati per la potabilità delle acque, in quanto i pozzi di approvvigionamento idro-potabile sono posti o lateralmente o sotto il pennacchio, resta il fatto che una ampia porzione di territorio non è più utilizzabile per approvvigionamento idrico.
  • Tutto ciò avviene nonostante i requisiti, a suo tempo richiesti per la messa in sicurezza della discarica, avrebbero dovuto garantire l’assenza di inquinamento a valle.

Particolarmente compromessa è proprio la situazione della falda di Lainate, infatti come dimostrato dall’immagine sottostante, la falda freatica che passa sotto la discarica è proprio quella che passa per la nostra città.

Gerenzano Direzione Falda Freatica

Proprio per tale motivo, il nostro comune per approvvigionarsi di acqua potabile (cerchio rosso nell’immagine sottostante)  deve accedere alla faglia di terza fascia ad una profondità superiore ai 100m. Questo, oltre a comportare un aggravio di costi, significa che per avere acqua potabile stiamo attingendo all’ultima risorsa idrica disponibile.

Discarica Gerenzano Falda

Tornando alle conclusioni dello studio:

  1. La mancanza dell’impermeabilizzazione del fondo e l’innalzamento della falda sono le cause dell’aumento degli inquinanti nell’acqua di falda;
  2. Il sistema di controllo (barriera idraulica) non funziona secondo i dati di progetto con una portata che ormai è inferiore alla metà di quella originariamente prevista;
  3. Probabilmente per questi motivi non si è vista una significativa attenuazione del rilascio degli inquinanti in falda nel tempo;
  4. Il sistema di monitoraggio è insufficiente sia per il numero di piezometri che per la distanza eccessiva degli stessi dalla barriera
  5. I parametri oggetto di monitoraggio sono insufficienti in quanto non comprendono gli elementi più tossici sicuramente presenti nell’acqua dei pozzi di sbarramento;
  6. In ogni caso, dal sistema di monitoraggio attuale risulta un sistematico superamento dei limiti di legge.

A fronte delle conclusioni nello studio vengono anche avanzate delle proposte:

  1. Si richiede che la maglia dei pozzi piezometrici di controllo a valle sia più vicina alla barriera in modo tale da segnalare tempestivamente l’andamento dell’inquinamento della falda;
  2. Il protocollo di controllo sia ampliato in modo da comprendere i principali parametri aventi rilevanza ambientale e igenico-sanitaria;
  3. la messa in sicurezza mediante barriera idraulica sia quantomeno adeguata ai valori di progetto.

Per ora a poco meno di un mese dall’invio dello studio il gruppo non ha ancora avuto riscontri da parte delle istituzioni.

Di seguito lo studio completo:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.