Milano Nascosta dal Déco al Modernismo

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Il percorso inizia in Via Moscova, precisamente in largo Stati Uniti d’America, dove sorge la Cà brutta, un palazzo progettato dall’architetto Giovanni Muzio negli anni 1919-1923, con la concezione del moderno condominio, funzionale e tecnologico (con garage sotterraneo, riscaldamento centralizzato e ascensori) ma che non suscita nei milanesi dell’epoca grande successo, infatti la costruzione viene fortemente criticata per la rottura che segna rispetto all’architettura milanese dell’epoca e merita l’infelice appellativo di Cà brutta (casa brutta).

Il palazzo, accusato da molti milanesi di essere un antesignano caso di speculazione edilizia per la sua altezza e imponenza rispetto ai palazzi presenti in città all’inizio del secolo scorso, ha rifiniture di pregio (marmi bianchi, grigi e rosa) e richiama in molti suoi aspetti lo stile metafisico della pittura nazionale di quel periodo, contenente numerosi elementi decorativi classici (archi, nicchie, frontoni, esedre, pannelli sollevati, sfere parziali, colonne cave, ovali, cerchi, false prospettive, frammenti di balaustre michelangiolesche).

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Le numerosi innovazioni tecniche di Ca ‘ Brutta tendono ad essere oscurata dalla qualità enciclopedica delle decorazioni presenti. Oltre al parcheggio sotterraneo, l’edificio aveva riscaldamento e acqua calda centralizzata. Ha un telaio in cemento, uno dei primi di questa tecnica in Italia. Il progetto, opera prima del giovane Muzio, originariamente era costituito da un unico blocco di otto piani di altezza.

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Più tardi, il progetto incluse un altro edificio, un cortile interno a sud e una via privata a nord.

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Il percorso procede in via della Moscova dove al numero 3 è visibile palazzo Montecatini.
Di neanche due decenni successivo alla Cà Brutta è visibile subito di fronte a questa, il palazzo fu costruito da Gio Ponti nel 1938 per ospitare gli uffici della nota azienda chimica italiana. Lo stile è moderno, funzionale, elegante. La scrivania è il modulo su cui si basa l’intera costruzione, elemento su cui misurare le dimensioni e le proporzioni.
Viene data grande importanza alla luce: le grandi finestre permettono di rendere piacevole e accogliente l’ambiente di lavoro.

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Proseguendo per Via Turati si giunge alla Casa delle Rondini, progettata da Vito Latis nel 1953.
E’ la dimora di Ernesto Treccani, pittore di “Corrente”, mostra sulla facciata il pannello decorativo in ceramica, un cielo attraversato da rondini, aggiunto dal pittore negli anni Ottanta in omaggio ai milanesi che sanno guardare in alto.

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Proseguendo per via Turati si arriva in Piazza Cavour dove centrale è presente il Palazzo dei Giornali, realizzato sempre da Giovanni Muzio tra il 1938 e il 1942, come sede del giornale di Mussolini “Il Popolo d’Italia”, è un esempio eloquente dell’architettura fascista. Muzio si avvalse anche della collaborazione di Mario Sironi, al quale venne commissionato il bassorilievo sulla facciata.

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Immagini © 2013 Rimoldi Marco and Luca Volpi.

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